"Come sempre curato nei minimi dettagli, “An Imaginary Country” rappresenta una sorta di disvelamento melodico – non dissimile da quello ravvisabile negli ultimi lavori di Christian Fennesz – qui affiorante con decisione da uno spesso substrato di drone e riverberi, talora sensibilmente dissonanti. Al contempo, la complessiva maggiore concisione dei brani e il loro più robusto spettro emozionale tendono a travalicare la rigorosa impronta cerebrale delle composizioni di Hecker, donandovi indubbiamente più immediata intelligibilità comunicativa e un’ampiezza di respiro a stento conseguita dalle opere precedenti." - ondarock.it
aggiungo: se vi è piaciuto harmony in ultraviolet, fate vostro questo pezzo di musica ancora più etereo ed impalpabile.
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tags > ambient, drone, electronica, glitch
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Al momento tra i migliori album dell'anno.
Dazzling Killmen ha detto...
03 aprile 2009 16:51