un capolavoro annunciato. basso distorto che prende il controllo di tutto e scava buchi nel terreno, guidato da tempi schizzoidi e variegati (battaglia, il batterista, è in forma come non mai) e seguito da un sax impazzito che si appoggia agevolmente sul tappeto industriale-ma-umano della sezione ritmica. igneo perde un sacco di smalto in confronto a questo carboniferous. se non l'avete ancora fatto, andate a vederli dal vivo, sono un'esperienza.
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tags > avantgarde, jazz-core, noisecore
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almeno lasciamolo uscire prima su disco, cavolo
Anonimo ha detto...
8 gennaio 2009 alle ore 13:20
la foga giustificata.
Anonimo ha detto...
8 gennaio 2009 alle ore 15:39